Bonafede finisce nella rete del romanzo trattativa stato mafia: per liberarsene evoca leggi più dure.
L'intervento telefonico in diretta TV da parte del membro togato del Csm Nino Di Matteo ha avuto i suoi effetti. Quest'ultimo, uno dei padri del teorema fantapolitico (e avvincente) della trattativa Stato Mafia, senza volerlo ( o forse sì?) ha raccontato la sua versione dei fatti circa la sua mancata nomina a capo del Dap. La percezione che si è data - e raccolta strumentalmente dall'opposizione - è che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede avrebbe fatto marcia indietro a causa delle lamentele dei boss reclusi al 41 bis. Non pago, Di Matteo lo ha ribadito in una intervista in ginocchio de La Repubblica. Oramai è fatta. Il ministro della giustizia, un uomo piccolo e spaventato, ha detto che introdurrà una norma che permetterà di far rientrare al 41 bis e in alta sorveglianza i detenuti gravemente malati. In che modo resta tuttora un mistero visto che vige la separazione dei Poteri e un giudice deve essere terzo, libero e indipendente. Se uno dovesse inventarsi un...