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Igai Semkhu, il nuovo dinosauro: eccezionale scoperta.

 

I fossili di dinosauri del Cretaceo superiore in Africa e nella penisola arabica sono una rarità preziosa. Per lungo tempo, le scoperte erano limitate a frammenti che impedivano una comprensione completa della filogenesi e della distribuzione geografica di queste creature. Tuttavia, recentemente, una scoperta straordinaria ha iniziato a svelare i segreti di questi antichi abitanti della Terra: Igai Semkhu.


Il nuovo titanosauro ritrovato con cinque vertebre dorsali e altri 12 frammenti di ossa.
Igai Semkhu, il nuovo titanosauro


Igai Semkhu: Una Scoperta Eccezionale

Igai Semkhu è un nuovo dinosauro titanosauro scoperto nella Formazione Quseir del Cretaceo superiore, nell'oasi di Kharga nel deserto occidentale dell'Egitto. Questo dinosauro, noto come Igai semkhugen, ha un'importanza straordinaria nell'ambito della paleontologia, in quanto costituito da cinque vertebre dorsali e 12 elementi appendicolari. Si tratta di uno dei dinosauri più informativi mai recuperati dall'ultimo Cretaceo dell'Afro-Arabia.

Ciò che rende Igai Semkhu così interessante è la sua distinzione da Mansourasaurus, un titanosauro precedentemente scoperto in Egitto. Le ossa degli arti di Igai Semkhu sono relativamente più sottili, e vi sono notevoli differenze nel coracoide e nel metatarso, che lo separano nettamente dal suo parente egiziano.


Affinità e Significato

Le analisi filogenetiche e le datazioni bayesiane confermano che Igai Semkhu condivide affinità con altri titanosauri afro-eurasiatici del tardo Cretaceo, come Mansourasaurus, Lirainosaurus astibiae e Opisthocoelicaudia skarzynskii. Questo rafforza l'ipotesi che l'Africa settentrionale e l'Eurasia ospitassero faune di tetrapodi terrestri strettamente imparentate alla fine del Cretaceo. Questa distinzione geografica differenzia queste regioni da altre parti dell'Africa, come la Formazione Galula in Tanzania, che ospita assemblaggi di dinosauri più tipici del Gondwana.


Un Quadro Completamente Nuovo

Le scoperte di Igai Semkhu ci spingono a riconsiderare il quadro della paleobiogeografia del Cretaceo nell'area dell'Afro-Arabia. Sembra che diversi gruppi di dinosauri abbiano storie evolutive e distribuzioni geografiche uniche, suggerendo che il contesto biogeografico di questa regione durante il Cretaceo fosse molto più complesso di quanto inizialmente pensato.

In conclusione, Igai Semkhu rappresenta una scoperta senza precedenti nel mondo dei dinosauri. Questo titanosauro africano del Cretaceo superiore sta svelando dettagli sorprendenti sulla fauna preistorica e sulla sua storia evolutiva. Questa scoperta ci avvicina sempre di più alla comprensione di come fosse la vita sulla Terra milioni di anni fa. 


Uomo di Neanderthal e uomo Sapiens

Ma perchè parlo di questo dinosauro? La sua scoperta, non può non evocare un'altra scoperta eccezionale che riguarda, in questo caso, le nostre origini. Nel 2021, nella Grotta Guattari al Circeo, sono stati ritrovati nove resti di uomini e donne Neanderthal in un solo scavo! Sono risultati risalenti a 50 mila anni fa. E allora come mai alla fine è sopravvissuto solo l'uomo sapiens, che è da dove noi deriviamo? 

Mentre in Africa si sviluppava la specie umana conosciuta come Homo sapiens, in Europa viveva un'altra specie umanoide, ossia l'uomo di Neanderthal. Questa antica specie umana ha affrontato un destino particolarmente difficile, con migliaia di anni segnati da infortuni, malattie e, in alcuni casi, morti violente e improvvise.


Homo neanderthalensis, comunemente detto uomo di Neandertal, è un ominide strettamente affine all'Homo sapiens che visse nel periodo Paleolitico medio, compreso tra i 200 000 e i 30 000 anni fa. Prende il nome dalla valle di Neander presso Düsseldorf in Germania, dove vennero ritrovati i primi resti fossili.
Uomo di Neanderthal

Il triste destino dei Neanderthal

Il periodo più difficile per loro sembra essere stato l'infanzia, dato che quasi la metà dei reperti fossili di Neanderthal comprende individui di età inferiore agli 11 anni. Questi antichi uomini e donne hanno dovuto affrontare enormi sfide a causa delle condizioni ambientali ostili. Durante l'inverno, le temperature potevano scendere fino a 25 gradi sotto lo zero, mentre nelle praterie ventose si potevano incontrare branchi di mammut ricoperti da una densa pelliccia. Le foreste offrivano rifugio a bisonti e daini, e le cavità naturali o scavate da questi ominidi nelle formazioni calcaree fornivano riparo alle comunità umane.

Esistono diverse teorie sulla scomparsa di questa specie. Alcuni suggeriscono che calamità naturali abbiano giocato un ruolo, altri credono che l'invasione dell'uomo sapiens abbia contribuito alla loro graduale estinzione. C'è chi sostiene che l'interazione tra le due specie abbia portato a una progressiva scomparsa. Tuttavia, personalmente, ritengo che l'uomo di Neanderthal alla fine abbia smesso di lottare, competere e soffrire. Penso che abbiano semplicemente deciso di lasciarsi andare.

Damiano Aliprandi

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