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Visualizzazione dei post con l'etichetta 41 bis

Scarcerazioni pericolosi mafiosi: malati terminali, infartuati e disabili

Tante polemiche sulle scarcerazioni dei pericolosi mafiosi , mentre la maggior parte di loro hanno ottenuto i domiciliari non per il Covid 19 , ma per le loro gravi patologie incompatibili con l’ambiente penitenziario . Solo 4 i boss reclusi al 41 bis che hanno ottenuto un differimento pena – ma temporaneamente, perché la rivalutazione da parte del giudice è contemplata da sempre – per gravi motivi di salute. Gli altri 370, per la stragrande maggioranza, sono andanti in detenzione domiciliare (se definitivi) o agli arresti domiciliari (se in attesa di giudizio) non per il Covid 19 come quasi tutti i mezzi di informazione dicono all’unisono, ma per le loro gravi patologie incompatibili con l’ambiente penitenziario. Nella lista dei nomi ci sono casi che proprio Il Dubbio ha sollevato. Storie che addirittura risalgono a due anni fa, quando la pandemia non era ancora nell'anticamera dei nostri pensieri. C’è ad esempio Rosa Zagari, citata nella trasmissione di “Non è l’arena” d...

Le fake news sul 41 bis: con il ministro Bonafede hanno avuto finalmente effetto.

A forza di tentare, l'Espresso è riuscito nell'intento. Ovvero condizionare le scelte politiche del governo - in particolare il ministro Bonafede - con gli pseudo scandali sul 41 bis . Delle vere e proprie fake news che vengono riportate senza il rispetto della deontologia professionale. la famosa fake news Bisogna però fare esempi concreti. Prendiamo l'anno 2017 quando c'era un altro governo. Lirio Abbate, proprio nei giorni dell'anniversario delle stragi, ha fatto l'ennesimo falso scoop. Il titolo de L'Espresso in prima pagina, e mostrato in tutte le locandine , è stato questo: «I boss col 41 bis vanno a casa: così tradiamo la memoria di Falcone». Un titolo ad effetto e il contenuto ha dato la percezione che i boss al 41 bis potessero uscire ed entrare quando volevano. Ovviamente è una fake news. Non ha spiegato che si tratta del “permesso di necessità” ed è contemplato dall'articolo 30 dell’ordinamento penitenziario, il quale rec...

Bonafede finisce nella rete del romanzo trattativa stato mafia: per liberarsene evoca leggi più dure.

L'intervento telefonico in diretta TV da parte del membro togato del Csm Nino Di Matteo ha avuto i suoi effetti. Quest'ultimo, uno dei padri del teorema fantapolitico (e avvincente) della trattativa Stato Mafia, senza volerlo ( o forse sì?) ha raccontato la sua versione dei fatti circa la sua mancata nomina a capo del Dap. La percezione che si è data - e raccolta strumentalmente dall'opposizione - è che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede avrebbe fatto marcia indietro a causa delle lamentele dei boss reclusi al 41 bis. Non pago, Di Matteo lo ha ribadito in una intervista in ginocchio de La Repubblica. Oramai è fatta. Il ministro della giustizia, un uomo piccolo e spaventato, ha detto che introdurrà una norma che permetterà di far rientrare al 41 bis e in alta sorveglianza i detenuti gravemente malati. In che modo resta tuttora un mistero visto che vige la separazione dei Poteri e un giudice deve essere terzo, libero e indipendente. Se uno dovesse inventarsi un...

Cambio Dap: fin dal 2017 le mancate risposte sull'assistenza sanitaria negata ai 41 bis, ma nessuna polemica

E' il procuratore generale di Reggio Calabria Dino Petralia il nuovo capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ( Dap ), al posto di Francesco Basentini che si è dimesso. Un cambio dei vertici per le polemiche sulla detenzione domiciliare al 41 bis e il ritardo nella risposta per trovare un centro clinico adatto. Ma l'assistenza sanitaria per i detenuti al 41 bis della Sardegna era negata fin dal 2017. Il Garante nazionale dei detenuti l'aveva denunciato, ma nessuna risposta dal Dap e nessuna indignazione. Indignazioni, improbabili programmi come quelli condotti da Massimo Giletti, interrogazioni parlamentari e infine le dimissioni del capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ( Dap) Francesco Basentini, tutte concentrate sulla detenzione domiciliare concessa a Pasquale Zagaria recluso al 41 bis del carcere di Sassari. L’accusa principale al capo del Dap è quella di aver risposto in ritardo per trovare un centro clinico adeguato pe...

Le probabili dimissioni di Basentini e la fine del 41 bis grazie a chi vuole il pugno duro.

Si rincorrono voci che forse il capo del Dap Francesco Basentini potrebbe dimettersi e fare posto a un altro. Il motivo? Per i domiciliari concessi al boss Zagaria e per la famosa circolare che consigliava alle direzioni delle carceri di segnalare ai giudici di sorveglianza i detenuti vecchi e soprattutto pieni di gravi patologie. Grazie a un articolo indecente e pieno di omissioni a firma del popolarissimo giornalista Lirio Abbate, è circolata la fake news  che per colpa di questa circolare si scarcerano i boss reclusi al 41 bis. Una menzogna che farebbe rabbrividire un laureando in giurisprudenza. Far pensare che un magistrato di sorveglianza emetta una ordinanza perché avrebbe fatto fede a un atto amministrativo è una mascalzonata. Basentini non si dimetterà per le 14 morti avvenute a seguito delle rivolte carcerarie, non per la gestione discutibile dell'emergenza covid 19, non per i trasferimenti che hanno infettato carceri di mezza italia. No, si dimetterà per una ordi...

41 bis, mafia e domiciliari: i retropensieri offuscano la ragione

Sulla concessione dei domiciliari al detenuto al 41 bis c’è chi parla di una resa dello Stato di fronte alla logica della mafia , chi (come il Pd) evoca una commissione Antimafia per verificare se ci sia stato un contrasto con la norma del 41 bis, chi – come Matteo Salvini – cavalca l’indignazione popolare per dire che il decreto “Cura Italia” sta liberando i mafiosi dalle carceri. Nulla di tutto questo. Tutto è partito da una notizia data con enfasi da L’Espresso (e poi in tandem ripresa da Il Fatto Quotidiano) in merito al provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Milano che ha dato i domiciliari al quasi 80enne Francesco Bonura , detenuto al 41 bis di Opera. «Ci sono state affermazioni improprie e strumentali che obliterano il caso concreto», spiegano a Il Dubbio i suoi legali, gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Flavio Sinatra. «A Bonura gli restano meno di 9 mesi di carcere da scontare», osservano gli avvocati sottolineando che la misura emessa non c’entra nulla con i...

41 bis e Covid 19, domiciliari per incompatibilità di salute

Non poteva mancare il PD che evoca subito la commissione antimafia (figurati, c'è il grillino esaltato Morra che non vedeva l'ora) per verificare i provvedimenti della magistratura di sorveglianza in merito ai domiciliari nei confronti di alcuni reclusi al 41 bis . Dicono che questi provvedimenti sono in contrasto con il 41 bis . In base a cosa lo dicono? Anche la Cedu quando si è espressa su Provenzano, ha sentenziato che il diritto alla salute va tutelato e ha rinvenuto la violazione dell’art. 3. Bonura ha quasi 80 anni, ha subito un cancro al colon, sottoposto a cicli di chemioterapia e ha nuovamente i marker tumorali alti. Gli mancano meno di nove mesi al fine pena. Non c'entra nulla il Cura Italia, qui si tratta di incompatibilità con il carcere per evidenti motivi gravi di salute, ancora più compromessi con l'emergenza covid 19. Il Pd, costola dei grillini, di tutto questo se ne sbatte e preferisce cavalcare l'indignazione popolare creata ad arte da l...