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Visualizzazione dei post con l'etichetta coronavirus

Processo da remoto, Davigo e il Dritto senza sostanza

«Riteniamo che tali novità non debbano essere del tutto perse a conclusione del periodo emergenziale», propongono i togati del Csm appartenenti alla corrente capeggiata da Piercamillo Davigo .  Si riferiscono, tra le altre cose, anche al  processo da remoto . Era già tutto scritto. Le emergenze, che siano reali come quella odierna o presunte come quella della corruzione, sono una mano santa per chi vuole rendere questo nostro Paese un perenne Stato di eccezione. Ora i soliti quattro magistrati, ma che hanno un peso abnorme nell'opinione pubblica , vogliono che i processi penali si svolgano virtualmente (tramite gli strumenti telematici) anche dopo la fine dell’emergenza coronavirus. La giustificazione di tali misure da consolidare è, in teoria, di tipo economico.  Per quello che so, l’economia può costituire un’ottima guida per l’analisi del diritto , ma i diritti – ed in particolar modo quelli che godono di copertura costituzionale e che sono frutto di lotte secolari – ...

Il golpe, il carcere, la tortura: Sepulveda è morto diverse volte.

« La nozione poetica di condizione umana in molti paesi non esiste. Ricordo di quando ero detenuto in uno dei primi istituti di massima sicurezza, una di quelle strutture in cui prevale la vendetta statale sulla giustizia: per due anni ho vissuto in un buco, e ricordo che mi sputavano e orinavano addosso » , raccontò una volta Luis Sepulveda anni fa durante un convegno organizzato nel carcere di San Vittore. Un dibattito, pensate un po', che prese spunto da  " Colors, dietro alle sbarre ", l’ultimo numero della oramai scomparsa rivista Benetton quando aveva sguinzagliato i suoi giornalisti a visitare 14 prigioni in altrettanti paesi, dove ben oltre 8 milioni di persone sono detenute . Erano gli anni nei quali, a sinistra, ancora resisteva quella cultura - ora sempre più minoritaria - che era volta ad abbattere la visione carcerocentrica. E chi meglio poteva rappresentarla, se non uno come Sepulveda , colui che ha conosciuto le prigioni dopo il colpo di stato di...

Covid 19 nelle carceri: «42 contagiati da coronavirus nel carcere di Verona»

Aumenta il contagio da Covid 19 nelle carceri italiane. «Con 42 contagiati da coronavirus , il carcere di Montorio è uno degli istituti penitenziari italiani con il più alto numero di contagi. Un primato che potevamo risparmiarci. Ho saputo che ancora dieci giorni fa i sindacati avevano rappresentato i fatti e, sinceramente, non è accettabile che ancora oggi non si sia vista l’ombra di nessuno. Le scelte prese finora, in particolare quella di riservare un’area dell’istituto per i detenuti malati, è stata buona cosa, ma il rischio che non sia sufficiente è nelle cose, visti i numeri così elevati». Lo afferma in un comunicato il senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo. Nella giornata scorsa è giunta notizia - come riportato da Il Dubbio - che vi sarebbero circa trenta detenuti e circa venti appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria risultati positivi al tampone. La notizia del focolaio è stata confermata da Gennarino De Fazio, il leader della Uilpa polizia peni...

Amnistia, la marcia di quest’anno è su Radio Radicale

La marcia per l’Amnistia ha una valenza ancora più significativa visto il sovraffollamento che, ai tempi del coronavirus, diventa sempre più insostenibile. «Amnistia è la parola più bella del linguaggio umano», faceva dire Victor Hugo a Gauvin, il personaggio de “I Miserabili”. Il Partito Radicale ostinatamente non dimentica una delle parole più belle che compaiono anche nella nostra Costituzione. Per questo motivo, nonostante la quarantena, i Radicali hanno deciso di organizzare anche quest’anno la marcia di Pasqua per l’amnistia. Ma lo fa virtualmente, a partire dalle 11 di domani, attraverso le frequenze di Radio Radicale. Insieme a dirigenti e militanti del Partito, hanno tra gli altri preannunciato il loro intervento durante la marcia: Clemente Mastella, già ministro della Giustizia; Enrico Sbriglia, già dirigente dell’Amministrazione penitenziaria; Francesco Ceraudo, già presidente dell’Associazione dei medici penitenziari; Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato del Corp...

Aumentano contagi Covid 19 nelle carceri, ma pochi detenuti escono per decreto

Nelle carceri italiane è difficile creare idonee zone di isolamento per i soggetti contagiati che necessitano di quarantena e di cure. Ieri si è avuto un innalzamento dei casi di positività nella popolazione detenuta che ha portato il numero complessivo a quasi due volte quello che l’Amministrazione penitenziaria aveva comunicato la scorsa settimana.  L’Emergenza Covid- 19 ha stravolto le nostre vite. Per ridurre il rischio di essere contagiati siamo costretti a restare a casa e a rispettare misure straordinarie. La prima tra tutte è il rispetto della distanza sociale e la chiusura di qualsiasi luogo dove c’è assembramento. Quattro però sono i luoghi inevitabilmente aperti dove sono concentrate le persone: gli ospedali, le Rsa, i centri per immigrati e le carceri. Non è un caso che, ad esempio, si sta evitando il ricorso alle ospedalizzazioni, se non per questioni di necessità. I luoghi ospedalieri sono le prime fonti di contagio e quindi si evita di sovraffollarle. I luoghi ch...