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Visualizzazione dei post con l'etichetta Carcere

Scarcerazioni pericolosi mafiosi: malati terminali, infartuati e disabili

Tante polemiche sulle scarcerazioni dei pericolosi mafiosi , mentre la maggior parte di loro hanno ottenuto i domiciliari non per il Covid 19 , ma per le loro gravi patologie incompatibili con l’ambiente penitenziario . Solo 4 i boss reclusi al 41 bis che hanno ottenuto un differimento pena – ma temporaneamente, perché la rivalutazione da parte del giudice è contemplata da sempre – per gravi motivi di salute. Gli altri 370, per la stragrande maggioranza, sono andanti in detenzione domiciliare (se definitivi) o agli arresti domiciliari (se in attesa di giudizio) non per il Covid 19 come quasi tutti i mezzi di informazione dicono all’unisono, ma per le loro gravi patologie incompatibili con l’ambiente penitenziario. Nella lista dei nomi ci sono casi che proprio Il Dubbio ha sollevato. Storie che addirittura risalgono a due anni fa, quando la pandemia non era ancora nell'anticamera dei nostri pensieri. C’è ad esempio Rosa Zagari, citata nella trasmissione di “Non è l’arena” d...

Le probabili dimissioni di Basentini e la fine del 41 bis grazie a chi vuole il pugno duro.

Si rincorrono voci che forse il capo del Dap Francesco Basentini potrebbe dimettersi e fare posto a un altro. Il motivo? Per i domiciliari concessi al boss Zagaria e per la famosa circolare che consigliava alle direzioni delle carceri di segnalare ai giudici di sorveglianza i detenuti vecchi e soprattutto pieni di gravi patologie. Grazie a un articolo indecente e pieno di omissioni a firma del popolarissimo giornalista Lirio Abbate, è circolata la fake news  che per colpa di questa circolare si scarcerano i boss reclusi al 41 bis. Una menzogna che farebbe rabbrividire un laureando in giurisprudenza. Far pensare che un magistrato di sorveglianza emetta una ordinanza perché avrebbe fatto fede a un atto amministrativo è una mascalzonata. Basentini non si dimetterà per le 14 morti avvenute a seguito delle rivolte carcerarie, non per la gestione discutibile dell'emergenza covid 19, non per i trasferimenti che hanno infettato carceri di mezza italia. No, si dimetterà per una ordi...

Il 25 aprile: c'è antifascista e antifascista, per questo deve rimanere divisivo

Il 25 Aprile è un anniversario importante, ma c'è antifascista e antifascista. Come d'altronde c'è uomo e uomo Milano, aprile 1945. In assenza di immagini dei giorni della liberazione molte foto, come questa, vennero fatte mettendo in posa le persone. (Valentino Petrelli, Gamma-Keystone/Getty  Piero Calamandrei disse che se vogliamo andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, tra le altre cose ci ha indicato anche le carceri dove i partigiani furono imprigionati.  I nostri padri costituenti hanno talmente conosciuto la sofferenza che generano queste istituzioni totali tanto di aver voluto evitare di menzionare il " carcere " nella nostra costituzione . Poi vedo il direttore de L'Espresso Marco Damilano che a propaganda live dice che il 25 Aprile è l'unico processo che non deve finire mai. Giù applausi e brividi di emozioni. Io però non mi lascio incantare da chi dirige un giornale dove hanno scientemente provoca...

Processo da remoto, Davigo e il Dritto senza sostanza

«Riteniamo che tali novità non debbano essere del tutto perse a conclusione del periodo emergenziale», propongono i togati del Csm appartenenti alla corrente capeggiata da Piercamillo Davigo .  Si riferiscono, tra le altre cose, anche al  processo da remoto . Era già tutto scritto. Le emergenze, che siano reali come quella odierna o presunte come quella della corruzione, sono una mano santa per chi vuole rendere questo nostro Paese un perenne Stato di eccezione. Ora i soliti quattro magistrati, ma che hanno un peso abnorme nell'opinione pubblica , vogliono che i processi penali si svolgano virtualmente (tramite gli strumenti telematici) anche dopo la fine dell’emergenza coronavirus. La giustificazione di tali misure da consolidare è, in teoria, di tipo economico.  Per quello che so, l’economia può costituire un’ottima guida per l’analisi del diritto , ma i diritti – ed in particolar modo quelli che godono di copertura costituzionale e che sono frutto di lotte secolari – ...

Il golpe, il carcere, la tortura: Sepulveda è morto diverse volte.

« La nozione poetica di condizione umana in molti paesi non esiste. Ricordo di quando ero detenuto in uno dei primi istituti di massima sicurezza, una di quelle strutture in cui prevale la vendetta statale sulla giustizia: per due anni ho vissuto in un buco, e ricordo che mi sputavano e orinavano addosso » , raccontò una volta Luis Sepulveda anni fa durante un convegno organizzato nel carcere di San Vittore. Un dibattito, pensate un po', che prese spunto da  " Colors, dietro alle sbarre ", l’ultimo numero della oramai scomparsa rivista Benetton quando aveva sguinzagliato i suoi giornalisti a visitare 14 prigioni in altrettanti paesi, dove ben oltre 8 milioni di persone sono detenute . Erano gli anni nei quali, a sinistra, ancora resisteva quella cultura - ora sempre più minoritaria - che era volta ad abbattere la visione carcerocentrica. E chi meglio poteva rappresentarla, se non uno come Sepulveda , colui che ha conosciuto le prigioni dopo il colpo di stato di...

Covid 19, carcere:"Le risposte del Governo alla Cedu sono generiche"

Per nulla soddisfacenti le risposte del Governo sulla gestione emergenza Covid 19 in carcere . Gli avvocati replicheranno entro domani. La Corte Europea di Strasburgo «Le osservazioni del Governo risultano sostanzialmente generiche e, verrebbe da dire, in larghissima parte prevedibili», così affermano gli avvocati Roberto Ghini del Foro di Modena e Pina Di Credico, referente osservatorio Europa della Camera penale di Reggio Emilia. Si riferiscono alla risposta del Governo ai quesiti posti dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo di come sta gestendo l’emergenza Covid 19 nelle carceri italiane . Gli avvocati spiegano a Il Dubbio che la risposta del Governo è stata trasmessa dalla Corte alla difesa nel tardo pomeriggio di ieri. «A noi è stato anche concesso termine fino alle 12 di domani per replicare – spiegano gli avvocati – e a quanto risulta il governo ha ritenuto di non comunicare il contenuto delle sue osservazioni». Per questo motivo, nel rispetto del ...

Post Covid 19, non andrà tutto bene.

Finita l'emergenza Covid 19 non andrà tutto bene e nemmeno saremo migliori quando tutto sarà finito. Il numero delle morti è ancora esorbitante, alcuni giornali (leggasi la storia della falsa gita fuori porta di Roma) non verificano le notizie per avere qualche click in più, esacerbando l'animo delatore del popolo italico. Il governo comincia a prenderci gusto con i Dpcm e chissà se dopo smetterà. D'altronde è facile escogitare ben altre emergenze e noi, si sa, siamo storicamente abili in questo. La gestione dell' epidemia all'interno delle carceri diventa ancora più scellerata non solo per non aver inciso sulla riduzione della popolazione penitenziari, ma anche per il fatto che continuano ad effettuare trasferimenti da un carcere all'altro diffondendo il virus. A proposito, sempre sul discorso delle carceri trovo davvero curioso che ora se ne stiano occupando ( penso alla compagna di Mentana) certi colleghi quando non solo non gliene è fregato nulla...

Covid 19, pestaggi al carcere Santa Maria Capua Vetere?

Presunti pestaggi al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Circa 300 agenti in tenuta antisommossa avrebbero fatto irruzione nelle celle, costringendo i detenuti ad uscire, dopo di che li avrebbero denudati e colpiti a calci e manganellate. Alcune delle ferite riportate da un detenuto di Santa Maria Capua Vetere dopo il pestaggio L’ultima telefonata l’aveva ricevuta nella tarda mattinata del 6 aprile scorso, poi più nulla. Solo dopo alcuni giorni, la moglie di un altro detenuto l’aveva avvisata che suo marito non avrebbe effettuato nessuna chiamata perché non era in condizioni fisiche a causa delle numerose percosse subite. Ma non è un caso isolato. A seguito di una protesta avvenuta al carcere campano di Santa Maria Capua Vetere , ci sarebbero stati presunti pestaggi perpetrati nei confronti dei detenuti e, secondo alcune testimonianze, ne avrebbero fatto le spese anche coloro che non sarebbero stati parte attiva della protesta. Da ricordare che tale protesta (secondo i det...

Covid 19, carcere di Bologna: altrI dieci detenuti contagiati.

Aumentano casi Covid 19 nel carcere bolognese de la Dozza. Oggi pomeriggio è pervenuto l’esito dei tamponi, a cui erano stati sottoposti una ventina di detenuti, con esito positivo per dieci di loro. «Il dato assoluto è di per sé molto preoccupante, ma ciò che più allarma è la media di circa il 50% di positivi sugli ultimi tamponi effettuati», denuncia  Gennarino De Fazio, per la Uilpa Polizia Penitenziaria nazionale che ha reso pubblica la notizia del dato relativo alla Casa Circondariale di Bologna. «Dal carcere di Bologna proveniva il primo detenuto deceduto per Covid – ha aggiunto – e sono attualmente almeno dodici i ristretti ivi affetti da coronavirus , mentre altri ancora sono risultati positivi dopo essere stati trasferiti presso altri istituti. Non sappiamo se le proteste che hanno interessato il penitenziario il 9 e il 10 marzo scorsi possano aver avuto incidenza su quanto sta avvenendo, tuttavia, considerato anche che è passato oltre un mese, a noi pure questo...

Covid 19 nelle carceri: «42 contagiati da coronavirus nel carcere di Verona»

Aumenta il contagio da Covid 19 nelle carceri italiane. «Con 42 contagiati da coronavirus , il carcere di Montorio è uno degli istituti penitenziari italiani con il più alto numero di contagi. Un primato che potevamo risparmiarci. Ho saputo che ancora dieci giorni fa i sindacati avevano rappresentato i fatti e, sinceramente, non è accettabile che ancora oggi non si sia vista l’ombra di nessuno. Le scelte prese finora, in particolare quella di riservare un’area dell’istituto per i detenuti malati, è stata buona cosa, ma il rischio che non sia sufficiente è nelle cose, visti i numeri così elevati». Lo afferma in un comunicato il senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo. Nella giornata scorsa è giunta notizia - come riportato da Il Dubbio - che vi sarebbero circa trenta detenuti e circa venti appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria risultati positivi al tampone. La notizia del focolaio è stata confermata da Gennarino De Fazio, il leader della Uilpa polizia peni...

Amnistia, la marcia di quest’anno è su Radio Radicale

La marcia per l’Amnistia ha una valenza ancora più significativa visto il sovraffollamento che, ai tempi del coronavirus, diventa sempre più insostenibile. «Amnistia è la parola più bella del linguaggio umano», faceva dire Victor Hugo a Gauvin, il personaggio de “I Miserabili”. Il Partito Radicale ostinatamente non dimentica una delle parole più belle che compaiono anche nella nostra Costituzione. Per questo motivo, nonostante la quarantena, i Radicali hanno deciso di organizzare anche quest’anno la marcia di Pasqua per l’amnistia. Ma lo fa virtualmente, a partire dalle 11 di domani, attraverso le frequenze di Radio Radicale. Insieme a dirigenti e militanti del Partito, hanno tra gli altri preannunciato il loro intervento durante la marcia: Clemente Mastella, già ministro della Giustizia; Enrico Sbriglia, già dirigente dell’Amministrazione penitenziaria; Francesco Ceraudo, già presidente dell’Associazione dei medici penitenziari; Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato del Corp...

Giuseppe Conte, la quinta essenza dell'uomo medio.

«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà». Leonardo Sciascia. Un mio amico mi ha chiesto perché Giuseppe Conte non fa mai alcun accenno sulla situazione delle carceri durante le sue dirette. Io gli ho risposto che lui è la quinta essenza dell'uomo medio. Riesce ad accontentare l'uomo medio menefreghista ("io resto a casa e 'sti cazzi di chi non ci può stare", ), l'uomo medio impegnato politicamente ( e infatti è bastato un suo accenno contro Salvini e la Meloni per eccitarlo), l'uomo medio che pensa di essere un illuminato (quello che fa finta di filosofeggiare a colpi di citazione a memoria), l'uomo medio nazionalista ("vedi come ha cacciato le palle Conte contro quei nazisti dei tedeschi e il Mes?!...

Carcere, emergenza Covid 19: l'Italia dovrà rispondere alla Corte Europea di Strasburgo.

L'emergenza Covid 19 in carcere è ora sotto l'attenzione della Corte Europea di Strasburgo. Presentato lunedì scorso un ricorso urgente da parte degli avvocati avvocati Roberto Ghini del Foro di Modena e Pina Di Credico, referente osservatorio Europa della Camera penale di Reggio Emilia. La Cedu ha posto dei quesiti riguardanti la gestione dell'emergenza Covid 19. Entro martedì il governo dovrà rispondere. Per la prima volta il governo italiano dovrà rendere conto alla Corte europea di Strasburgo di come sta gestendo l’emergenza Covid 19 nelle carceri italiane . Tutto è scaturito dalla richiesta di adozione di una misura provvisoria urgente presentata alla Corte europea dagli avvocati Roberto Ghini del Foro di Modena e Pina Di Credico, referente osservatorio Europa della Camera penale di Reggio Emilia. Entrambi sono difensori di fiducia di B. M., recluso presso la casa circondariale di Vicenza, per il quale è stata rigettata l’istanza di detenzione domiciliare da parte ...

Aumentano contagi Covid 19 nelle carceri, ma pochi detenuti escono per decreto

Nelle carceri italiane è difficile creare idonee zone di isolamento per i soggetti contagiati che necessitano di quarantena e di cure. Ieri si è avuto un innalzamento dei casi di positività nella popolazione detenuta che ha portato il numero complessivo a quasi due volte quello che l’Amministrazione penitenziaria aveva comunicato la scorsa settimana.  L’Emergenza Covid- 19 ha stravolto le nostre vite. Per ridurre il rischio di essere contagiati siamo costretti a restare a casa e a rispettare misure straordinarie. La prima tra tutte è il rispetto della distanza sociale e la chiusura di qualsiasi luogo dove c’è assembramento. Quattro però sono i luoghi inevitabilmente aperti dove sono concentrate le persone: gli ospedali, le Rsa, i centri per immigrati e le carceri. Non è un caso che, ad esempio, si sta evitando il ricorso alle ospedalizzazioni, se non per questioni di necessità. I luoghi ospedalieri sono le prime fonti di contagio e quindi si evita di sovraffollarle. I luoghi ch...